Lo sai chi è morto? Giuliana Musso tra riso e commozione

6 Feb

Tanti saluti | di Giuliana Musso | regia M. Somaglino | con B. Schiros, G. Meggiorin e G. Musso | direzione clown M. Van Den Broek | produzione La Corte Ospitale | anno di produzione 2008

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di alice cantelmo

Benissimo ha fatto nel mese di gennaio il teatro Elfo Puccini a proporre una personale su Giuliana Musso, mettendo in scena Tanti saluti (21-23) insieme a La fabbrica dei Preti (14-19) e Sexmachine (24-26). Abbiamo visto il primo, bello e commovente: in scena una bara e tre clown che raccontano della morte e del morire. Così lo presenta l’autrice nella sua homepage: “Tanti saluti vuole esplorare, attraverso una ricerca di stampo sociologico, il tema del morire ai nostri tempi. Abbiamo raccolto testimonianze e racconti dai principali protagonisti dell’evento: medici, infermieri, familiari e morenti. Abbiamo visitato i teatri del morire: ospizi, ospedali, hospice, case. Indagato le sue nuove declinazioni: cure palliative, accanimento terapeutico, protocolli di rianimazione, eutanasia. E abbiamo anche ascoltato chi è stato così vicino al punto della morte da non averne poi più alcun timore”. Continua a leggere 

Massimo Gardella tra senso della indagine e girovita importante

26 Gen

Chi muore prima | di Massimo Gardella | Guanda 2013

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di diego stefanelli

 Siamo in tempi di crisi, si sa, e la crisi ormai è diventata anche un genere narrativo molto vasto, ma dai tratti abbastanza riconoscibili. Romanzo di crisi è anche quello di Massimo Gardella, popolato da adolescenti che si suicidano senza apparente motivo, bulli di quartiere che vagano come demoni nella pianura pavese. Il paesaggio è appunto quello di Pavia e dintorni: più che non-luoghi, luoghi-non-più-pieni. Antichi e anticamente umanizzati, appaiono come svuotati: gli uomini vi si muovono spaesati, sempre in macchina, passando da una cascina all’altra.

Il romanzo dovrebbe dirsi un giallo e il suo eroe dovrebbe quindi essere l’Ispettore, in quanto garante del Senso, ordinatore degli eventi e loro risolutore. In realtà, Remo Jacobi (già protagonista del romanzo precedente di Gardella, Il male quotidiano, Guanda 2012) è uno dei tanti ispettori in crisi dei nostri tempi, un “un pessimo poliziotto”, come l’ha definito lo stesso Gardella su La Stampa TV. Continua a leggere 

L’invisibile materia oscura del documentario italiano

14 Gen

Materia oscura | di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti | Italia 2013

materia oscura film documentario

di valentina t. gelmetti

L’ultimo Festival di Venezia ha segnato il trionfo di Sacro GRA. Sulla carta, una scelta audace che finalmente riconosceva valore a un genere, quello del documentario, troppo spesso ignorato dai riflettori mediatici e dalle sale. Visto il film, tuttavia, l’atto sovversivo del Presidente Bertolucci si squaglia impietosamente: al netto del Leone d’oro, l’opera di Rosi è prolissa, mediocre, dispersiva. E il giudizio si fa ancora più drastico se la si mette a confronto con il documentario italiano del 2013, ovvero Materia Oscura.

Sebbene sia stato presentato-acclamato alla Berlinale e poi in altri festival internazionali (tra cui il prestigioso Cinéma du Réel di Parigi), a differenza di Rosi, il doc di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti non ha trovato una distribuzione ma solo proiezioni-evento o brevi teniture. In ogni caso, per i pochi che l’hanno visto e per i pochissimi che ne hanno scritto sul web, il parere è unanime: un film di altissimo livello, “meraviglioso, necessario”  (Cinemaitaliano), “politico e poetico” (Il Ciotta-Silvestri), “atroce e dolcissimo”  (Cineclandestino). Continua a leggere 

Le anime belle di Marco Balzano

7 Gen

Pronti a tutte le partenze | di Marco Balzano | Sellerio 2013

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di piero grignani 

Un altro quadretto del giovane insegnante, precario e meridionale, che però almeno scivola via liscio liscio tra i luoghi comuni del genere, senza essere nemmeno troppo petulante, tanto è mite la temperatura ideologica e domestica l’hybris. E anche, a momenti, consola e fa bene all’anima, come certi bozzetti veristi, dove la disperazione si è a tal punto allungata con l’umana misericordia, che della miseria, quasi, ce ne scordiamo le ragioni. Comunque, ecco, sempre pronti a tutte le partenze: questa è la buona novella, nonostante suoni un poco boyscout a scriverlo lì, in calce, sulla copertina. Però almeno preserva da generici massacri, è evidente, in quanto bisogna essere davvero cinici e senza cuore per sparare contro una dichiarazione di buona volontà e impegno generazionale tanto candida e garbata. Dunque né choosyblack-bloc, ma una terza via gentile e di buonsenso per resistere ai marosi del precariato permanente. Continua a leggere 

Only Lovers Left Alive: Jim Jarmusch colpisce ancora

30 Dic

Only Lovers Left Alive | di Jim Jarmusch | USA 2013

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di federico carcano

Che cos’è l’amor? E la vita? Si pone questi enormi e infiniti interrogativi l’ultimo film del regista statunitense underground Jim Jarmusch, “Only Lovers Left Alive”.

Jarmusch parla di vampiri in senso più che metaforico e non senza ironia, stracciando con gusto sublime le convenzioni e i cliché dei blockbuster che hanno invaso i grandi schermi negli ultimi anni, come la saga di Twilight. La trama: il musicista e vampiro Adam non riesce più a orientarsi nella società in cui vive (non a caso si trova nella Detroit “fantasma” di questi tempi) e la sua depressione lo sta riducendo a recluso. A cercare di risollevarlo la sua enigmatica amante, Eve, che lo porterà in Marocco (a Tangeri)  per cercare di fargli ritrovare il succo o “il sangue” della vita.

La critica sembra piuttosto uniforme nel valutare il film anche se non mancano le voci fuori dal coro. Continua a leggere 

Le contraddizioni di “Alice Underground”

14 Dic

Alice Underground | di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia | Teatro Elfo Puccini Milano

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di federico carcano

Dalla scorsa stagione teatrale va in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano uno spettacolo scritto, diretto e disegnato da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia: stiamo parlando di “Alice Underground”.

Le avventure di “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll sono state soggetto e oggetto di infinite rivisitazioni e riletture passando per “mezzi fratelli” come la letteratura, il teatro, il cinema. Bruni e Frongia, quindi, hanno deciso di confrontarsi con un testo che potremmo definire quanto meno “inflazionato”.

Intere generazioni di artisti, filosofi, poeti, registi si sono immersi nel mondo di Alice e cosa ne è emerso?  Da questo testo continuano a balzare all’occhio una moltitudine di sfaccettature, energie e interpretazioni. “Anche noi stiamo ripercorrendo le suggestioni di questo testo, per mettere in scena quella realtà insensata, sospesa e sovvertita che Alice incontra nel suo sogno – hanno dichiarato Bruni e Frongia  –  Con tutti i mezzi che ci offrono l’artigianato della scena e la tecnologia dei video, che qui useremo come una moderna e fantasmagorica lanterna magica, abbiamo progettato una sorta di cartoon teatrale che animerà un grande fondale dal quale emergeranno gli attori in carne e ossa. Abbiamo realizzato più di trecento disegni, dipinti ad acquerello con pazienza certosina per giocare con un teatro fatto a mano che ci aiutasse concretamente a ritrovare la dimensione dell’infanzia”. Continua a leggere 

Marchesini uno di noi

10 Dic

Atti mancati | di Matteo Marchesini | Voland 2013

Cover Marchesini

di piero grignani

Ci scusi il lettore se proprio in apertura, davanti a tutto, finisce l’ego di chi scrive – che è cosa davvero patetica quando si parla dei libri degli altri – tuttavia nessuno impedisce di saltare quanto sotto e ritrovarsi al capoverso successivo.

Per chi prosegue, è doveroso sapere che il recensore è arrivato a Berardinelli – mentore del giovane Marchesini – e al Bellocchio Piergiorgio (in quanto personalità evidentemente, ché non si possono vantare maggiori intimità) per via Fortini, Cases e Timpanaro, risalendo con sforzo dalle malie ontologiche dei fautori del pensiero negativo e antidialettico, insomma i Tronti, i Cacciari e gli Asor Rosa, per capirci. Bene, chi scrive è quindi convinto di aver trovato in Marchesini, che stima di barbarica razza provinciale – come la propria peraltro – un fratello di elezione. Legge con gusto il libretto della Gaffi (facendo invero un po’ fatica tra allusioni e sarcasmi), quello delle Edizioni dell’Asino sui cinque civilissimi e solitari campioni (quante citazioni però), evita per indolenza la produzione poetica ma non perde il primo romanzo, appunto questo Atti mancati. Ne resta però, ahimè, parzialmente deluso. Cerca in rete chi sappia dare ragione di tale scontento, eppure dalla rete, nonostante del libro, poi anche candidato allo Strega 2013, se ne faccia un gran parlare, ne cava fuori poco. Continua a leggere 

Il viaggio emotivo de “La vita di Adèle”

17 Nov

La Vita di Adèle | di Abdellatif Kechiche| Francia 2013

La vita di adele

di federico carcano

“La vita di Adèle”, film Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes (2013), sembra non aver deluso la critica internazionale e italiana.

Il regista tunisino Abdellatif Kechiche ingolosisce lo spettatore con la bellezza e la semplicità della vita, della carnalità e della gioventù. La macchina da presa non è mai morbosa, mai voyeuristica, mai ingannatrice. Le scene di sesso sono esplicite e coraggiose. E’ così che si entra nella vita di Adèle (Adèle Exarchopoulos), teenager che si perde in un amore saffico per una ragazza dai capelli blu (Léa Seydoux), incontrata in un locale di Lille.

La storia non ci parla di omosessualità, piuttosto di società, di persone, di classi sociali.  Kechiche è abile a dirigere gli attori e a prolungare la sublimità di alcune scene (soprattutto quelle di sesso), come sottolinea anche Marzia Gandolfi su Mymovies. Continua a leggere 

Duellanti in Via Castellana Bandiera

16 Nov

Via Castellana Bandiera | di Emma Dante | con Alba Rohrwacher, Elena Cotta, Emma Dante, Renato Malfatti | Italia 2013

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di valentina t. gelmetti

Sarà stata l’aura da star radical-chic della regista, o quel suo ego massiccio che prima le fa scrivere un libro (appunto Via Castellana Bandiera, Rizzoli 2008) e poi glielo fa tradurre per il grande schermo, ma insomma si era guardato a Via Castellana Bandiera – il film – con qualche pregiudizio. Sbagliando, però, perché il risultato finale è uno dei titoli più convincenti del cinema italiano per questo 2013. Imperfetto quanto interessante, come solo le opere prime sanno essere.

Equilibrista sicura tra le sale underground siciliane e i palcoscenici scaligeri, la “diva palermitana” Emma Dante è riuscita in questi anni a “ritagliarsi un posto privilegiato nel panorama teatrale italiano contemporaneo, strizzando l’occhio al pubblico e, parimenti, alla benevolenza delle avanguardie”. Con queste parole Giuseppe Paternò di Raddusa di Filmidee – uno dei pochissimi recensori di cinema sul web che sembra conoscere la produzione scenica della Dante – bene fotografa l’acclamata mettrice en scène: una doppia anima popolar-sperimentale, quella della Dante, che nel passaggio alla settima arte si è però come sgonfiata da pastiche visionari e barocchi, perseguendo una messa in scena essenziale e una rigorosa identità realista. Continua a leggere 

Tutte le feste di Veronica Raimo

16 Nov

Tutte le feste di domani | di Veronica Raimo| Rizzoli 2013

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di piero grignani

Copertina nera con bacio e quarta gialla, mentre il font del titolo rimanda alle insegne luminose al neon, anche se bisogna arrivare a pagina 217 per scoprire il perché, del font e del titolo, e la cosa delude un poco; piuttosto restano oscure le ragioni per cui quelli di theWorldofDOT abbiano messo in copertina un maschio dall’aria tanto grifagna e balcanica, con quell’artigliaccio a stringere la gola della partner. Comunque il secondo libro della Raimo scivola attraverso la rete senza generare particolari sussulti e le sole note critiche arrivano dalle versioni online delle testate cartacee. Massimiliano Parente su il Giornale gigioneggia tra goliardia e paraculismo. Diverte anche certa strafottenza da foglio liberal (e sul liberal qualcuno avrebbe da ridire), ma poi che l’autrice sia la “femme fatale della letteratura italiana” e per il nostro la sola presenza capace di illuminare le riunioni di quei noiosi di TQ o di minimum-fax, interessa davvero per niente o al massimo farà piacere alla Raimo. Così la trovata dello scambio in tipografia (come avviene nelle culle degli ospedali) tra l’ultimo libro della Chias e quello della Raimo, dove i pregi del libro della prima dovrebbero essere le caratteristiche più tipiche della seconda (quando in grazia), sembra solo un espediente per indorare la pillola: il libro non è all’altezza de Il dolore secondo Matteo. Ma la Chias non si è letta, quindi il gioco potrebbe anche reggere. Piuttosto, se i motivi della bocciatura di Parente sfumano nella posa, generici suonano i peana innalzati da Carlo Mazza Galanti su il manifesto. Continua a leggere