Archive | gennaio, 2014

Massimo Gardella tra senso della indagine e girovita importante

26 Gen

Chi muore prima | di Massimo Gardella | Guanda 2013

Cover_Gardella

di diego stefanelli

 Siamo in tempi di crisi, si sa, e la crisi ormai è diventata anche un genere narrativo molto vasto, ma dai tratti abbastanza riconoscibili. Romanzo di crisi è anche quello di Massimo Gardella, popolato da adolescenti che si suicidano senza apparente motivo, bulli di quartiere che vagano come demoni nella pianura pavese. Il paesaggio è appunto quello di Pavia e dintorni: più che non-luoghi, luoghi-non-più-pieni. Antichi e anticamente umanizzati, appaiono come svuotati: gli uomini vi si muovono spaesati, sempre in macchina, passando da una cascina all’altra.

Il romanzo dovrebbe dirsi un giallo e il suo eroe dovrebbe quindi essere l’Ispettore, in quanto garante del Senso, ordinatore degli eventi e loro risolutore. In realtà, Remo Jacobi (già protagonista del romanzo precedente di Gardella, Il male quotidiano, Guanda 2012) è uno dei tanti ispettori in crisi dei nostri tempi, un “un pessimo poliziotto”, come l’ha definito lo stesso Gardella su La Stampa TV. Continua a leggere 

L’invisibile materia oscura del documentario italiano

14 Gen

Materia oscura | di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti | Italia 2013

materia oscura film documentario

di valentina t. gelmetti

L’ultimo Festival di Venezia ha segnato il trionfo di Sacro GRA. Sulla carta, una scelta audace che finalmente riconosceva valore a un genere, quello del documentario, troppo spesso ignorato dai riflettori mediatici e dalle sale. Visto il film, tuttavia, l’atto sovversivo del Presidente Bertolucci si squaglia impietosamente: al netto del Leone d’oro, l’opera di Rosi è prolissa, mediocre, dispersiva. E il giudizio si fa ancora più drastico se la si mette a confronto con il documentario italiano del 2013, ovvero Materia Oscura.

Sebbene sia stato presentato-acclamato alla Berlinale e poi in altri festival internazionali (tra cui il prestigioso Cinéma du Réel di Parigi), a differenza di Rosi, il doc di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti non ha trovato una distribuzione ma solo proiezioni-evento o brevi teniture. In ogni caso, per i pochi che l’hanno visto e per i pochissimi che ne hanno scritto sul web, il parere è unanime: un film di altissimo livello, “meraviglioso, necessario”  (Cinemaitaliano), “politico e poetico” (Il Ciotta-Silvestri), “atroce e dolcissimo”  (Cineclandestino). Continua a leggere 

Le anime belle di Marco Balzano

7 Gen

Pronti a tutte le partenze | di Marco Balzano | Sellerio 2013

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di piero grignani 

Un altro quadretto del giovane insegnante, precario e meridionale, che però almeno scivola via liscio liscio tra i luoghi comuni del genere, senza essere nemmeno troppo petulante, tanto è mite la temperatura ideologica e domestica l’hybris. E anche, a momenti, consola e fa bene all’anima, come certi bozzetti veristi, dove la disperazione si è a tal punto allungata con l’umana misericordia, che della miseria, quasi, ce ne scordiamo le ragioni. Comunque, ecco, sempre pronti a tutte le partenze: questa è la buona novella, nonostante suoni un poco boyscout a scriverlo lì, in calce, sulla copertina. Però almeno preserva da generici massacri, è evidente, in quanto bisogna essere davvero cinici e senza cuore per sparare contro una dichiarazione di buona volontà e impegno generazionale tanto candida e garbata. Dunque né choosyblack-bloc, ma una terza via gentile e di buonsenso per resistere ai marosi del precariato permanente. Continua a leggere